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29 September 15soggetti per un libro Siete dei giovini scrittori? La vostra passione, più che per una sovrabbondanza di idee, è guidata dal piacere delle mani che scorrono sulla tastiera? O magari vi piace andare in giro a dire che state scrivendo un libro, così, per fare il ganzo della scuola. Smettetela di fare i bulli, un buon libro parte sempre da una buona idea, e quando c'è fortuna diventa anche un mediocre film! Ecco dunque dei soggetti gratuiti per il vostro giovine libbro: 1-Uno zombie innamorato: Stefano, giovane zombie eterno adolescente, è speciale. E' l'unico della sua famiglia di disgustosi non-morti in putrefazione, a provare sentimenti. Si innamora di Ambra, gnocca da paura ma nonostante questo sfigata della scuola. Ambra sembra ricambiare, ma sua zia, con la quale vive dopo che i suoi genitori sono morti in un incidente, la odia, e non la lascia uscire. Stefano si finge uno studente della scuola di Ambra, ma trova difficoltà a nascondere le sue caratteristiche di disgustoso zombie. Nel frattempo il cugino di Stefano, Pietro, si interessa di Ambra, ossessionato dall’idea di divorarne le interiora. Pietro si introduce in casa di Ambra, ma trova soltanto la sua misteriosa e antipatica zia, che si rivela essere una strega voodoo. Sconfigge Pietro, e in fin di vita rivela a Stefano ed Ambra, appena tornati da un’uscita clandestina, che un bacio avrebbe reso Stefano un ragazzo normale. Stefano, confuso, bacia la zia di Ambra, ma non accade nulla. Ambra allora ha un illuminazione, e mentre sua zia crepa, limona lo zombie, che diventa un umano. Sfondando la parete accorre la famiglia di Stefano, per il suo solito giro serale a caccia di umani. Stefano allora decide di uccidersi, per attirare su di se gli Zombie. Con un tagliacarte si trafigge, ma misteriosamente questo gesto così puro risveglia la famiglia intera di zombie che da umani sono anche piuttosto simpatici. Il tagliacarte infatti era uno strumento voodoo. La polizia nel frattempo è accorsa, ma prima dell’irreparabile, cioè l’arresto dei presenti alla presenza di una zia morta, come ultimo saluto alla nipote, la zia si dissolve in un turbine di brillantini senza lasciare traccia. La polizia non è accorsa per la morte della zia, ma per consegnare una lettera. I genitori di Ambra, subito prima dell’incidente in macchina che li ha uccisi, mentre guidavano, hanno scritto un testamento in cui lasciano ad Ambra un’appartamento fichissimo in città a condizione che ella trovi una famiglia con cui viverci. I genitori di Stefano prendono la parola e accettano di essere tutti una grande famiglia. 2-Il muro vivo: Marco, muro non portante di un appartamento, è speciale. E' l'unico muro del palazzo a provare sentimenti. Marco vive la sua esistenza assistendo al delirio umano di chi crede d'esser solo. Giovanna, la commercialista con la passione del karaoke. Gino, il cantante con la passione delle pratiche commerciali. I personaggi si susseguono, finchè Giulia, una giovane artista, decide di dipingere su Marco. I dipinti di Giulia si animano, e la ragazza scopre il segreto del muro. Decide così di dargli un corpo, che dipinge a figura intera. Marco si stacca dal muro diventando una persona, ma è incapace di comportarsi normalmente in pubblico, avendo osservato per anni la vita segreta degli abitanti dell’appartamento. Dopo gli inizi imbarazzanti nella vita di tutti i giorni, quasi involontariamente diventa fondatore di un movimento religioso sulla libertà d’espressione. Tocca l’apice del successo, ma alla fine scopre di essere innamorato di Giulia, a cui riesce a dimostrare di essere più di un muro con i sentimenti trasferito in un ritratto diventato umano e poi salito al successo con un movimento politico-religioso. 3-Il Gay etero: Alberto, ricchione dai modi effemminati, è paurosamente anormale. Nella sua comitiva di cecche isteriche, travestiti e culattoni, è l'unico con un segreto più grande degli altri: non è gay. La marina militare decide di sperimentare il siero del supersoldato su un manipolo di omosessuali, perché sia più facile controllarli. Gli alieni attaccano la terra, e Alberto si rivela essere l’unico supersoldato utile perché non gay. Si scopre infatti che fingeva di essere omosessuale a causa dei rapporti conflittuali con sua madre: un castoro. Alberto sconfigge gli alieni, e con essi, i pregiudizi sugli eterosessuali. 4-La fabbrica di aneddoti: Claudio e Jacopo, cugini inseparabili del Kentucky, ragionando sui racconti barbosi del nonno si fanno una giovine promessa: vivranno la loro vita procurandosi gli aneddoti più ricchi e strampalati che dei nipoti abbiano mai potuto ascoltare. Dopo una serie di avventure incredibili, come quella dei pandori, o quella della pirateria di montagna, la loro promessa diventa uno stile di vita, si dimenticano di essersela fatta e vivono la loro vita fino alla vecchiaia. Una sera, mentre discutevano di bocce e pasta adesiva, i nipotini gli chiedono di raccontare una storia, ma loro sono dei vecchi rincoglioniti e non si ricordano niente. 5-Lo scroto cantante. Bob ha un amico particolare: il suo scroto parlante. Tutto è tranquillo, finchè Bob decide di andare ad Xfactor. Lui non è così abile con il canto, ma il suo scroto decide di venire in suo aiuto. Dopo il successo dell’audizione, in cui ha cantato in playback usando lo scroto, partecipa al programma. Diventa popolare con le donne, ma non può portarle a letto, perché altrimenti il suo segreto sarebbe svelato. Alla fine decide di fidarsi e rivela tutto a Gina, la donna con la figa canterina, con cui forma un quartetto di successo. 6-Il cane che somigliava ad Hitler: un cane tale e quale ad Hitler, sogna di diventare trombettista. I pregiudizi sono duri da vincere, ma possono anche fare la fortuna di chi non molla. Infatti, il suo talento come trombettista fa dimenticare a tutti la sua somiglianza con Hitler, e la sua somiglianza con Hitler fa dimenticare a tutti che è un cane. 7-L'uomo che sognava di sognare. Un uomo vive la sua vita normale, finchè non si accorge che era solo un sogno. E la cosa si ripete misteriosamente innumerevoli volte. Alla fine si scopre che era tutto solo un libro. 8-La portinaia astronauta. Pina, la portinaia, passa la sua vita a spettegolare con il suo gatto Filù. Finchè non viene notata da un talent scout per astronauti. Pina accetta, ma scopre che in realtà il talent scout è interessato ad avere un rapporto sessuale con lei. Trovato quindi lavoro e fidanzato, Pina vive felice nello spazio. 9-Cecità: un caso di cecità immotivata da il via ad un epidemia che rende tutti quanti dei ceci. 10-Il baule pazzo. Andrea, un baule colmo di maionese di un internet-cafè costruito su un albero di fragole a Lisses, in Calabria, impazzisce. 11-Divinità in crisi. Budda, Shiva, Ganesh, Anubi, Maometto e il Mostro Spaghetto Volante del Pastafarianesimo, entrano in crisi. Scesi sulla terra per una vacanza decidono di aprirsi un piccolo ristorante di pesce a Scrancasso, ruspante paesino marchigiano, ma dovranno fare i conti con le forti contraddizioni culturali che sorgono tra uno e l'altro. Alla fine, affezionatisi al luogo, decidono di rimanere al ristorante, passando i propri poteri ad un gruppo di persone semplici e di cuore conosciute sul posto. 12-La ragazza che la dava. Alessia, la più topa del paese, la da. 13-Il comico maledetto. Gilberto Frassiani è un comico fallito. Incapace di far ridere e capace addirittura di far smettere di ridere chi rideva per altre cose, decide di fare un patto con il diavolo, concorde con il suo pollo di gomma Arturo. Da quel momento però, non c'è niente che lui possa dire senza che gli altri comincino a ridere. Inizialmente soddisfatto, Gilberto comincia a trovare antipatica la cosa. Alla fine è ossessionato dal non poter essere mai serio, e decide di ritrattare con il diavolo. La prova di fronte alla quale viene messo è questa: riuscire a far ridere Satana in persona. Gilberto prova una serie di battute che non vanno a buon fine, e alla fine esplode in un esilarante racconto-sfogo sulla sua vita vera. Libero dall’incantesimo scopre l’arte del cabaret. 14-La donna che si sottometteva apposta. Marta, svampita teenager americana di facili costumi ha un sogno: disemanciparsi e sposare un islamico che la obblighi a portare il Burka. Purtroppo non riesce a trovare nessuno abbastanza maschilista da sottometterla come vorrebbe, e scopre che alcuni pregiudizi sono in realtà infondati. Il marito scopre che l’ha scoperto e la picchia a sangue. 15-Il blogger assassino: un misterioso blogger amato da tutti è in realtà ossessionato da un morboso desiderio: uccidere i suoi lettori a dimostrazione che niente è quello che sembra. Ma uno di questi scopre che nei suoi interventi ci sono degli indizi. I due cominciano a scambiarsi delle e-mail, ma il blogger non riesce ad arrivare all’identità del suo lettore. Alla fine scopre di essere lui stesso il lettore ribelle, in un tentativo disperato del suo inconscio di porre fine a quella strage. Prima del suicidio però viene fermato dai suoi lettori, che si scopre non essere mai morti. Ricoverato per schizofrenia il ragazzo continua a tenere un seguitissimo blog sulla pazzia. Be, sempre meglio di Moccia. 22 September 20scuse per non aver risposto Embè, ci mancherebbe. Qualche volta pure a noi ci capita di non essere proprio costanti nel gestire i rapporti con gli altri, se mediati da un computer o da un cellulare. Vuoi che in quel momento sei occupato, ti muore la nonna, stavi mangiando la focaccia e avevi le mani unte, capita di rimandare una risposta e tu pensi "vabbè il momento è passato", l’altro pensa "è il suo turno io non aggiungo altro", uno che mangia tanta focaccia si ritrova solo, si deprime, casca nel tunnel del cibo unto e muore. Vediamo dunque come giustificare quei momenti di indolenza in un eventuale faccia a faccia: 1-Non so di cosa tu stia parlando, a me non è arrivato niente. Dev'essere stato un problema tecnico del segnale: ieri ho trovato un satellite in giardino. 2-Non avevo soldi sul cellulare e non potevo ricaricare perchè avevo il portafogli vuoto e non potevo prelevare perchè non ho soldi sul conto e non potevo chiedere soldi a mio padre perchè non avevo soldi sul cellulare. Anzi, mi presti 50 €? 3-Pensavo che la mia risposta fosse sottointesa. 4-Non volevo rispondere e ho pensato che potevo inventare una scusa all'ultimo momento. No, scherzo. 5-Aaaah, sei tu allora! Io non ho capito che l’e-mail era la tua! Pensavo fosse una di quelle cose di enlargi your pisel. Che poi non funzionano mai. Non io, un mio amico, mica provo quella roba io. Haha, sei matta? Tsk. 6-Aaaah, sei tu allora! Io pensavo che l’e-mail fosse di quel balordo di Matteo Albrabelli! Ah, sei tu. 7-Mi si è bloccato il computer. 8-Mi si è bloccata la mano. 9-Mi si è bloccato l'ascensore per una settimana. Hai mai bevuto le tue urine? 10-Pensavo che fosse una domanda retorica. No, non sono scemo. Ah, questa era retorica. 11-Perchè non ricevi le mie risposte? Eh?? 12-Internet? 13-Ho avuto un esame di Criminologia. Sai che questo è stalking, vero? 14-A volte una non risposta vale più di mille non domande. 15-Volevo rispondere nel modo più adatto, ho bisogno di tempo per pensare e capire come mi sento e come la penso, scavare nella mia sensibilità, sfidare il mio io interiore alla ricerca della verità assoluta, scegliere le parole, le figure retoriche e le faccine. Sono già a pagina 13. 16-Mi dimentico sempre di controllare la posta. E i messaggi del cellulare. E se mi squilla il telefono. E di non uscire di casa, guarda, ogni volta che ti incontro mi pressi! Pressi! Questo è stalking, ti faccio arrestare. 17-Hai tagliato i capelli? Non sto cambiando discorso, è che hai delle scarpe fantastiche. 18-Non ho il pollice opponibile. Non lamentarti e aprimi questa banana. 19-Hai presente quando tutto ad un tratto ti dimentichi quello che stavi facendo, smetti di farlo e che stavo dicendo? Vabbè, ciao. 20-Guarda, avevo le mani unte di focaccia e non ho potuto rispondere. Vuoi? Scriverei una morale finale ma ho le mani unte di focaccia. from "101MODIPER" http://testadiclaudio.spaces.live.com 2009 Ogni riferimento a fatti, cose, persone, città e testamento è frutto della vostra coda di paglia. 14 September 10modi per sopravvivere al Lunedì Hey ragazzi! Oggi è lunedì! Un'altro maledetto e inaspettato Lunedì, che si ostinano a mettere dopo la Domenica. Dopotutto domani è già Martedì, il giorno prima del Mercoledì, giorno che precede la metà della settimana, il Giovedì, così vicino al Venerdì, ormai vero e proprio Weekend. "Colui che si dedica con attenzione alle piccole cose e tratta quelle grandi con leggerezza sarà salvo" disse quell'uomo che si scaccolava in un incendio. Quindi nonostante i lunedì qualcuno è stato qui a scrivere questo intervento su come sopravvivere al weekstart: 1-Date un nuovo nome al lunedì, tipo...martedì. Fate scalare tutti gli altri giorni di un posto e guadagnerete due domeniche. 2-Adottate il calendario Maya. Non ci sono i giorni della settimana, ci sono solo dei disegnini del cazzo. "Oh no, è già unpappagallochebeccaunfulmine". Scade nel 2012. 3-La domenica sera evitate di andare a letto. L'impressione sarà quella di continuare una giornata di 48ore. 4-Il sabato sera evitate di andare a letto. L'effetto sarà quello di una stanchezza tale che la domenica andrete a letto alle 10 di sera. Il lunedì vi sveglierete più facilmente. 5-Concedetevi un piccolo piacere ogni lunedì, tipo una seduta di massaggi, o dei massaggi ad una seduta. 6-Concedetevi un gran dispiacere ogni giovedì, tipo portare solo il calzino destro per tutto il giorno.Il giorno che odiate diventerà il giovedì, ma che importa, domani è già venerdì. 7-Ogni sabato sera prendete un aereo in direzione del sole che tramonta finchè non sarà di nuovo alto. Un mio amico è fermo al 12 agosto da due anni. 8-Datevi per morti la domenica per poi comunicare la beffa il martedì. In questo modo non dovrete adempire agli impegni del lunedì e tutti capiranno quanto siete importanti. 9-Passate il weekend a studiare, farete bella figura e il Lunedì diventerà un giorno glorioso per voi e per i bulli che vorranno picchiarvi. 10-Lasciate un commento. Ma se i nomi dei giorni sono riferiti a pianeti e satelliti: Luna, Marte, Mercurio, Giove ecc che fine ha fatto il Plutedì? 09 September Nuovo Blog! Siete stanchi di leggere senza figure? No? Adesso un po' sì. Adesso siete stanchissimi. Bene! Sfornato per voi un innovativo fotoblog a fumetti con storie random di giovani e gioventù! http://ventimila.blogspot.com/ E smettetela di leggere. Basta! Certi viziacci non ve li togliete più, e? 03 September Se saprei parlar d'amore. Cara ragazza. Non riesco a dormire. Forse perché sono appena le sette di pomeriggio. Forse perché ci sono le prove della band. Forse perché suono la batteria. Ho deciso di scriverti una canzone, ma per adesso ho scritto solo la cassa. Suona come il mio cuore, cara donna della mia vita, infatti a metà della canzone la rompo. Se solo i miei amici sapessero come mi sento quando penso a te, mi picchierebbero a sangue fino a spappolarmi il fegato. Sono troppo orgoglioso per dirglielo. Orgoglioso del mio fegato. Sono anni che non bevo, forse dovrei cominciare a farlo. Non so resistere senza di te, potrei essere felice, non mi manca quasi nulla, invece tutto questo non vale un tuo bacio Cara donna. “Un caffe?” è l’sms che più amerei ricevere. E l’unica cosa che odio più del caffè sono gli sms. “Un caffè?” e comprerei la colombia per te. Pesterei i chicchi con le ginocchia e ti porterei a berlo nel nostro posto segreto. Te lo ricordi? E’ quello (pss-psst-psss-pst). Spegnerei la cascata, per non disturbarti, e abbatterei quel ciliegio fiorito che ti fa’ sempre troppa ombra. Ma anche a casa mia con il Nescafè non sarebbe male. E' strano come uno che non riesce a dormire abbia bisogno di prendere un caffè. A volte penso che potrei andare in America per girare un reality su Mtv in cui 15 ragazze americane tentano di conquistarmi solo perché sono Italiano. Ma non lo faccio. Non lo faccio, non conta niente questo per te? 15 ragazze. E io rimango qui. Certo, non sono straniero, sono pugliese, speravo che bastasse. Sto qui a non riuscire a dormire invece di correre sotto casa tua a prendermi a sassate per dimostrarti quanto sarei adatto a te. E il fatto che non so dove abiti non è una buona scusa. Sto qui, forse dovrei chiamarti, parlarti e dirti tutto, ma preferisco farlo di persona. Dovrei chiamarti e invitarti a vederci di persona, ma preferisco farlo di persona. Camminerò per Milano tutto il giorno e magari ti incontrerò e potrò dirti di persona che ti invito a vederci per parlare un po’ di persona. Ma non succederà. Potrei fare un calcolo di dove potresti essere, dei tuoi orari, dei tuoi locali preferiti. E fingere di averti incontrato per caso, dire “che coincidenza”. Ma sai che non so mentire. Lo dissi anche agli alieni che mi rapirono quel giovedì. Ok, ho mentito, Era venerdì. In ogni caso l’alieno sono io cara ragazza dei desideri. Troppo alieno per te, o forse abbastanza. Una volta un amico mi diceva che poteva parlare con tante ragazze senza mai farlo per davvero. Che solo una ragazza su cento gli dava la sensazione di essere capito, di saper comprendere, di sentirsi a casa. Pensai che ognuno di noi viene da un pianeta diverso, che ci proviamo a convivere con quelli delle altre galassie, ma che quando troviamo qualcuno del nostro stesso mondo è un’altra cosa. E non credere che non abbia visto il tuo passaporto. Ho fatto un solo errore nella nostra storia, anche se ci eri affezionata non dovresti farmi pesare tanto il fatto che ho messo sotto il tuo dalmata Macchia. Hai detto tu che dovevo prendere un cane. E poi non l’ho fatto apposta, si confondeva con la ghiaietta. Se avessi colpito un cane randagio non avresti versato una lacrima, questo ti rende ipocrita. Ho provato a regalartene un altro, un trovatello che ho chiamato Macchia anche lui, ma non lo hai voluto. Adesso passo le giornate ad adottare trovatelli e a chiamarli Macchia, per poi metterli sotto. “Ti chiamerò Macchia!” urlo, e poi sotto. “Ti chiamerò Macchia!” SPLAT. Cacchio, un altro! “Ti chiamero Macchia!” SPLAT. Un nome descrittivo in ogni caso. Cara ragazza importante per me, sappi che ti sto aspettando. Non è una minaccia, la macchina mi è stata sequestrata. Ti aspetto perché altrimenti impazzisco. A furia di non sentirti divento sordo. A furia di non parlarti divento muto. A furia di non toccarti divento cieco. Le tue amiche mi odiano lo so. Ho chiamato Macchia anche alcuni dei loro cani. Ma questo mi fermerà? Sopprimerà la ferma convinzione che il tempo senza te è solo mpo? No. No ti dico. Me l’hai insegnata tu questa sillaba. Prima dicevo solo di sì, mi facevano sempre giocare in porta e spendevo tutto in elemosina. Quella zingara lo aveva capito, voleva sempre predirmi il futuro. Una volta mi sono scritto “cazzo guardi” sulla mano. Predisse che alcuni zingari mi avrebbero pestato il giorno dopo alle cinque e un quarto, e si avverò. Sembra che tu voglia evitarmi, continui a trovare scuse, una scusa dopo l’altra, una migliore dell’altra. Eppure c’era feeling tra di noi, hai sempre usato i miei regali. Come quel libro “scuse per evitare un uomo”. Non dovevo regalartelo. Non dovevo nemmeno scriverlo se è per questo. Ho deciso. Domani salirò su quel ponte, tratterrò il fiato e salterò. Ma sono certo che nemmeno il bunjee jumping riuscirà a farmi dormire. 01 September E il salmone? Ora scrivo un intervento grosso. Il mio editore dice di non farlo, che nessuno li legge, che non si capiscono e che non ricevono commenti. Ma io ho visto Jim Carrey che interpretava Andy Coffman, e sono stato in luoghi di vacanza pieni di mediateche che non accedono al mio blog perchè il filtro ha ritenuto che il contenuto della pagina cercata non è adeguato. E non ho un editore. Io sto morendo. Il dottore dice che ho una malattia che mi fa credere che sto morendo, ma che è solo un'impressione. O forse dice che ho una malattia che mi ucciderà e mi fa credere che è solo un impressione, non ricordo, dice anche che non ricordo le cose e un'altra cosa che non mi ricordo. Ne dice tante quel dottore, dice che ho delle allucinazioni. Non è credibile detto da uno che si trasforma in continuazione. Ho detto al dottore che sono pazzo, ma lui dice che se dici di essere pazzo non puoi essere pazzo, perchè i pazzi non lo sanno. Quindi io sapendo di essere pazzo non lo sono? Allora come facevo a saperlo? Deve trattarsi di guarigione. Mi ripeto di essere pazzo ogni mattina così non impazzisco. La carne al sangue fa venire la salmonellosi. E il salmone? L'olio esausto non va buttato nel lavandino, va smaltito. Ma io non so come si smaltisce, quindi lo metto in dei barattoli. Ne ho la casa piena. Se me ne cadesse uno cosa mi capiterebbe? Scivolerei sull'olio per cadere sui vetri, o mi taglierei con i vetri infettandomi con l'olio? Ma amo l'ambiente, quindi ho la casa piena di barattoli imballati con la gommapiuma. La gente, pensa che queste cose siano strane, che chi conserva l'olio nei barattoli imballati sia pericoloso. E' per questo che mi viene da ucciderli tutti. Loro e i filtri delle mediateche. A volte mi siedo alla finestra e punto un laser sulla testa delle persone, loro così credono che ci sia un cecchino che vuole ucciderle e si spaventano e scappano inconsapevoli di essere vittime di uno scherzo. Uso il laser che ho montato sul mio fucile carico, e a volte schiaccio il grilletto, ma non sono mica un cecchino. HAHAHA!! Schiaccio il grilletto. Ora invento una barzelletta. Come è morto pinocchio? Ha schiacciato il grilletto. Fa venire in mente un bambino di legno che si toglie la vita in solitudine, oppure che uccide la cosa più vicina alla sua coscienza. Spassoso. Il mio editore mi ha consigliato di non essere autobiografico, che questo blog non deve lasciar trasparire le mie debolezze, che devo smetterla di inventarmi le cose. Così ho smesso di inventarmelo e posso fare quello che mi pare. Sono stato in vacanza. Raccontarvi quello che ho fatto sarebbe impossibile. Faccio prima ad elencare quello che non ho fatto: raccontarvi quello che ho fatto. Sono tornato oggi. Stamattina ero carico di energie positive. Adesso non sono più nemmeno abbronzato. Un estratto dal mio diario. Eccomi appena tornato dalle mie lunghe e impegnative vacanze. Il primo contatto con Milano, il primo contatto con la casa. Per sfruttare al meglio le energie raccolte durante l’estate, e il tempo che ho a disposizione in questo giorno prelavorativo, mi industrierò per ordinare. Cominciamo dal bagno, in special modo dalla lavatrice. E’ il caso che cominci a lavare i vestiti che ho portato con me in modo da averli pronti il prima possibile. Svuotiamo la valigia. Ecco, stendere l’asciugamano in balcone mi sembrava una buona idea. Ma c’era il mio costume piegato dentro, e dovrò recuperarlo. Fatto, lo schiaffo in lavatrice e attacco il mac al caricatore appena rinvenuto in valigia. Bene, i panni sporchi sono stati avviati. Mi accorgo solo ora di avere una fame allucinante, meglio scendere al bar a prendere qualcosa. Ah, già, metto a caricare il cellulare. Conchiglia alla nutella e thè freddo al limone. Niente thè freddo, cappuccino? Spremuta. Da ora in poi sempre spremuta. Il telefono è di nuovo vivo, una chiamata senza risposta. Non conosco il numero, chiamo. Mette giù, richiama. E’ Peppe, lo ospito a casa lunedì prossimo. Occupiamoci dei vestiti non sporchi e finiamo questa storia della valigia. Ok, la valigia è quasi vuota e il bagno è fatto. Via con il corridoio. Corridoio fatto, salotto quasi finito. Un SMS: “allora, sei arrivato ramo e salvo?”. Mia madre e il T9. La chiamo, tutto bene, le dico di controllare il logo di Sportiful, identico a quello dell’azienda di famiglia, visto su un camion stamattina. Mi dice che forse non lo abbiamo registrato. Il balcone mi preoccupa, è pieno di roba non mia, probabilmente dei vicini (caduta dal balcone soprastante o portata dal vento). Tra le altre cose un’ unghia finta di alluce destro. Lo lascerò alla fine. Nel frattempo rinvengo cimeli dell’anno scorso, tra cui i regali della festa ADCI di fine anno e uno dei miei coinquilini mummificato. Lo avevo dimenticato in casa. E’ il momento di cucina e camera da letto. La cucina era messa bene, anche la camera è quasi pronta. Nel frattempo ho fatto una doccia e i panni sono già ad asciugare. E’ il caso che mi procuri da mangiare. Carino il DVD delle campagne pubblicitarie premiate a Londra che ho trovato. Bene, panino cotto mozzarella pomodoro insalata maionese al chioschetto sotto casa, bagnoschiuma dentifricio shampoo deodorante allo Sma altrettanto sotto casa. Adesso la casa è abbastanza in ordine da chiamare la donna delle pulizie. Ma è un po’ prestino, aspetterò che finisca il riposino pomeridiano. Nel frattempo controllerò gli orari del colorificio sotto casa dove comprerò una lastra di plexiglas da trasformare in tavolo luminoso. O forse ho un’altra idea… Fantastico. Tempo fa avevo realizzato un bancone con delle lastre di plexiglas dipinte sulla superficie interna. Ho forato la parte che reggeva le lastre (polistirolo compresso) e ho sverniciato un rettangolo di superficie in corrispondenza dell’apertura. Sotto ho posizionato un abatjour che avevo ricavato tempo fa dal faro di un’ automobile. Penso non si sia mai visto un tavolo luminoso del genere. Il problema è che adesso ho reincasinato la stanza. Messa in ordine un’altra volta e posti i panni ad asciugare al sole del balcone (con l’odore di ristorante cinese di cui posso godere senza neanche avere un ristorante cinese sotto casa), ho pensato che prima di fare altre cose fosse utile ritirare la posta. Ho perso la chiave della cassetta da abbastanza tempo da aver imparato come tirar fuori tutto facilmente con una pinza e un portapiumino swiffer. Oltre alla mia copia di Wired Italia trovo una lettera inquietante: una ricevuta di pagamento indirizzata ai miei due coinquilini! La cosa inquietante è che io sono uno dei due intestatari della casa, e uno degli inquilini è in subaffitto nei miei confronti. Una ricevuta di pagamento in cui io non appaio poteva significare un mutamento del mio stato da intestatario a coglione che paga in nero ai due coinquilini gay. Mossa subdola architettata forse dai due ricchionazzi con il proprietario. Apro la busta (ovviamente) e sorpresa, la somma equivaleva ad un mese completo. Non diviso, completo. La conferma delle mie preoccupazioni. Come se loro due avessero pagato per intero l’affitto, escludendomi dalla trattativa e negandomi quindi futuri diritti (tipo restare ad abitare qui). Considerando che mio padre mi aveva confidato di non aver pagato gli ultimi due mesi per distrazione, potevo dichiararmi fritto. Invece era semplicemente una somma di più mensilità pagate da Dario, altro intestatario. Cristiano era presente tra i mittenti in veste di suo fidanzato. Il mio culo è salvo, come non dicono i miei coinquilini. Letto un’articolo di Wired. Piuttosto interessante, parlava del doping celebrale ad opera di nuovi farmaci per l’attenzione. Prima o poi diventeranno come il caffè. In ogni caso di uno o dell’altro avrei bisogno, visto che stavo per sprofondare nella tipica catalessi di chi si lascia morire di inedia. Il riposo delle vacanze dovrebbe durare di più. Ho preso un placebo, in casa non avevo altro che delle bustine di decaffeinato liofilizzato e del miele, roba che ho messo insieme e bevuto. Non male, mi sento Stephen Okins o come si chiama. Un cervello attivo al massimo in un corpo immobile. O forse il contrario. Allora, ricapitoliamo, cosa stavo facendo? Mettevo in ordine per preparare la casa all’arrivo della donna delle pulizie che avrei chiamato. Sono le 7. Non ho chiamato nessuno. Manca ancora il balcone e la scrivania della camera, ma ormai non posso più chiamare. Cosa faccio? Panico. Ho provato a sfruttare il tavolo luminoso per ricalcare un’animazione che avevo preparato e che mi è stata scartata per lo stile, cambiando stile. Mi sono rotto subito, rifarlo solo per principio non mi riassegnerà il progetto. Ho chiamato Gianvito, studia. Dice di aver cambiato casa. Domani ci vediamo per un lavoro che deve passar… domani devo andare a lavoro. Cacchio, non ho risolto nulla. E devo preparare degli esami. E mi sento solo. I vestiti si saranno asciugati, metterli nel cassetto mi riaccenderà il cervello. E infatti. Dopo due magliette mi affiora che: dovevo andare in Naba per usare Internet, devo prelevare e rinnovare l’abbonamento, da Gianvito mi conviene andare adesso tanto devo solo ritirare una roba. Incassettato tutto. Cominciamo con il prelievo. Ci ho provato. Niente, la carta mi viene rifiutata. Sono andato da Gianfranco a riscuotere dei soldi che mi doveva, e ho mangiato la ‘Ndujia. Era di un piccante particolare, non picca subito, picca il 15 di ogni mese. Sono ancora da Gianvito, non ho ritirato quello che dovevo ritirare e non ho rinnovato l’abbonamento. Ho cominciato a scrivere un intervento sul blog e progettato una versione animata delle scuse per scarafaggi. Tra dieci minuti mi chiude la metro e ho bisogno di un finale. Userò uno tratto da un film con Steaphen Seagal. (non mi vedete, ma sto guardando fisso davanti a me, immobile). |
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